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Gran Sasso 2130m

(La salita più alta degli Appennini)

Il Gran Sasso d'Italia con i suoi 2912m é la cima più alta degli Appennini; dal versante aquilano é raggiunto da una strada che termina ai 2130 m del piazzale dove sono situati l'osservatorio astronomicp e l' albergo Campo Imperatore noto per la detenzione di Mussolini nel 1943.
Questa salita é stata sede di arrivo quattro volte nel Giro d'Italia, l'ultima delle quali del 1999 con la vittoria di Marco Pantani.
La salita inizia da Assergi (867m) con pendenze moderate attorno al 5-6%, si raggiunge dapprima lo svincolo per l'autostrada, quindi si arriva al bv (998m) che a sinistra conduce al passo Capannelle , si prosegue a destra fino ad arrivare a Fonte Cerreto 1120m,località di partenza della funivia per Campo Imperatore, vi si trovano alcuni alberghi, strutture turistiche varie e un punto informativo del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Si continua con pendenza moderata in mezzo ad un bosco che non assicura un adeguato ommbreggiamento, il traffico é scarso e l'unica compagnia sono le mucche al pascolo. La pendenza non crea problemi, dopo aver percorso vari km si arriva a un quadrivio per Filetto e per le sciovie di Monte Cristo, si prosegue diritto, allo scoperto, in mezzo a prati d'alta montagna fino a quando una breve discesa precede l'ultimo tratto al 7% prima di giungere alla Sella di Monte Cristo a quota 1764 m avendo di fronte la vista del monte Prena 2561m col suo caratteristico aspetto dolomitico.
Si scende per circa tre km fino ad arrivare al bivio per Castel del Monte 1675 m, si prosegue a sinistra entrando nel Campo Imperatore un vasto altopiano di orige glaciale - carsica caratterizzato da vasti pascoli e dall'assenza di vegetazione arborea.
Si prosegue in leggera discesa o in falsopiano avendo di fronte l'imponente Corno Grande, anch'esso di aspetto dolomitico; a quota 1645 riprende la salita di cui si riesce vedere la fine in corrispondenza dell'Osservatorio .
Si sale ora al 5%, ma un fastidioso vento contrario aumenta l'impegno previsto, poi a 4 km dalla cima, quando la pendenza sale mediamente all'8-9%, devo percorrere un lungo tratto controvento che richiede un notevole impegno. Giunto al bivio con la seggiovia, la strada, dopo 100 metri in falsopiano, riprende a salire al 7-8%, si susseguono alcuni tornanti che consentono in alcuni tratti di avere più riparo dal vento che una volta giunto in vetta é particolarmente forte e sferzante. Mi assale una sensazione di freddo, per cui approffitto del bar dell'albergo Campo Imperatore per prendere una bevanda calda e rifocillarmi un attimo.
Scambio alcune battute con le persone presenti che alle mie osservazioni sul vento contrario mi riferiscono che in fondo sono fortunato.... perché il giorno precedente spirava a oltre 100 km/h e non avrei potuto raggiungere la cima.
La salita é molto lunga, ma non é troppo impegnativa, salvo gli ultimi 4 km abbastanza duri, ma nel complesso é alla portata di molti cicloturisti con un minimo di allenamento, purché non vi sia un forte vento contrario nell'ultimo tratto.

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