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Col d'Allos 2240 m

Questa é una salita storica del Tour, infatti è stata affrontata tutti gli anni a partire dal 1911 fino al 1949, poi molto più raramente.
Nel Tour del 1948 Bartali iniziò da qui una lunga cavalcata solitaria che dopo aver scalato anche Vars e Izoard gli consentì di vincere a Briancon e di porre le basi per la vittoria finale in quel Tour.
Le strade di oggi, tutte asfaltate, non sono quelle di allora e imprese come quella del campionissimo toscano sono difficilmente realizzabili nel ciclismo moderno.
Con i miei amici ho affrontato questa salita partendo da Uvernet in una giornata dal cielo coperto ben sapendo dalle previsioni del tempo e del rischio pioggia.
Dopo aver percorso la bretella piuttosto malmessa (estate 2011) che in un km risale fino al al bv Allos-Pra Loup dove é segnalato l'inizio del salita che per i primi 3 km é abbastanza impegnativa al 7-8%, la sede stradale é tuttavia ancora abbastanza larga e l'asfalto decente
Si percorre poi una lunga cornice e dal quinto km le pendenze diminuiscono leggermente, la strada diventa più stretta a ridosso di una profonda gola, si oltrepassa un ponte che va da una parte all'altra della gola, sinpassa nei pressi di Agneliers dove si sottopassa un impianto di risalita e poco dopo la salita riprende più decisa.
Si superano alcuni tratti al 10% circa e raggiunti i 1800 metri di quota (possiamo vedere le indicazione sulle pietre miliari ai lati della strada), usciamo allo scoperto e possiamo cominciare a vedere la strada che sale verso il colle, ma comincia a spiovvigginare, decidiamo di proseguire dopo esserci coperti, fa anche abbastanza freddo.
Gli ultimi 4 Km sono caratterizzati da alcuni tornanti e da rettilinei piuttosto impegnativi con qualche tratto di respiro, superiamo il Refuge Allos e poco dopo arriviamo al colle (2240m).
Visto che sta aumentando la pioggerellina e temendo che essa aumenti ulteriormente, date le previsioni meteo negative, decidiamo di scendere subito, tralasciando le foto e ignorando il rifugio che col senno di poi forse era meglio tenere in considerazione perchè fino al termine della discesa non abbiamo incontrato posti ove ripararsi e rifocillarsi.
Affrontiamo i 17 km di discesa bagnata, scendiamo a bassa velocità sia per evitare scivolate, sia per non patire il freddo che comunque si fa sentire.
Alla fine, piuttosto infreddoliti, arriviamo a Uvernet mentre la pioggia aumenta ancora di intensità, ci rifoccilliamo un attimo e dopo esserci cambiati ripartiamo. La salita direi che é mediamente impegnativa , nel nostro caso le condizioni meteo si sono rilevate la maggiore difficoltà in discersa, ma ovviamente non è sempre così.



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